Chi siamo

UNION LADINA D’OLTRECIUSA

Il 25 gennaio 1996 è stata ufficialmente istituita l’Union ladina d’Oltreciusa. I comuni che ne fanno parte sono San Vito, Borca e Vodo di Cadore.

Le finalità dell’associazione sono principalmente la tutela, il recupero, la conservazione e la valorizzazione delle testimonianze storico-culturali del territorio.  Valorizzando così l’importanza delle radici e dei legami nella comunità.

Nonno e Aurora Vesti Vecio

L’Oltrechiusa è quella parte dell’Alto Cadore delimitata a sud dalla storica chiusa di Venas, suddivisa tra i comuni di Vodo, Borca e San Vito di Cadore. L’area oltrepassa i limiti geografici  poiché include le proprietà regoliere che ricadono in val di Zoldo (Vodo), a Staulanza (Borca) e a Fiorentina, Mondoàl e Iòu (San Vito). Il ritrovamento dello scheletro dell’uomo mesolitico nella piana di Mondevàl de Sora, rivelò che il nostro territorio è abitato fin da tempi antichissimi.Foto-Pelego-querto-de-nieve

Nell’autunno del 1999, nella stesa zona, fu rinvenuta una lastra con un’iscrizione in caratteri venetici risalente al III-II secolo a.C. che la prof. Anna Marinetti dell’ Università Cà Foscari di Venezia interpretò come un probabile patronimico kikanikos.

Nel corso del 2008 furono inoltre rinvenuti nella vila di Resinego, a San Vito, alcuni reperti risalenti presumibilmente al III- IV secolo d. C..

L’Oltrechiusa è, com’è noto, parte del Cadore. I venetici stabilitisi in quest’area dopo il 400 a.C. si mescolarono con i Galli Carni, e passarono, intorno al 100 a.C., a far parte del municipium di Julium Carnicum (l’attuale Zuglio Carnico).

Il legame amministrativo con il Friuli si spezzò quasi due millenni più tardi, in seguito agli editti napoleonici. Successivamente al dominio medievale dei conti Da Camino, il Cadore divenne territorio autonomo, governato attraverso gli Statuti Cadorini, avanzatissimo corpus di leggi e di diritto consuetudinario, che costituiscono oggi giorno una preziosissima fonte di ladino cadorino. L’Oltrechiusa fu teatro di una pesantissima emigrazione, prima verso l’Europa, poi verso l’America. Nell’Ottocento vide l’originarsi delle prime forme di turismo, strettamente legato all’alpinismo praticato soprattutto da tedeschi e inglesi.

20.06.99-Foto-corpus-dominiDagli anni sessanta del Novecento, il turismo assunse una connotazione differente da quella originaria: dalla frequentazione alpinistica e naturalistica si passò alla svendita del territorio, con la conseguente perdita dell’identità profonda della comunità locale. La consapevolezza che i valori in cui avevano creduto i nostri antenati  stavano man mano scomparendo  portò  ad una svolta, culminata nel 1995 con la costituzione dell’Union Ladina d’Oltreciusa, avente come scopo la tutela, il recupero e la valorizzazione di testimonianze storiche che legano la comunità al proprio territorio, nonché lo sviluppo della ricerca storica e linguistica, la pubblicazione di studi e ricerche, la valorizzazione della lingua e della toponomastica. E questa è la strada che stiamo seguendo, attraverso la promozione di mostre, pubblicazioni, conferenze di notevole spessore culturale e scientifico. Quello fatto allora fu un vero e proprio “atto di fede“ credendo nella possibilità di mantenere vivo il sapere dei nostri antenati e della nostra parlata, da trasmettere a chi verrà dopo di noi.